Imprese, firmato il decreto attuativo sulla formazione 4.0

  • 9 maggio 2018

    È stato firmato dai Ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti il decreto interministeriale che da attuazione al credito di imposta sulle spese di formazione 4.0

    E sempre ieri il consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) per perseguire obiettivi di politica economica ed industriale, connessi anche al programma «Industria 4.0», ai cui fini è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività.

    Come previsto in legge di Bilancio 2018, l’incentivo è finalizzato a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane e prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300 mila euro per ciascuna impresa beneficiaria.

    Il credito d’imposta formazione 4.0 non è condizionato all’utilizzo degli incentivi Industria 4.0 (super e iper-ammortamento) e si applica alle imprese di tutti i settori, compresa la produzione primaria di prodotti agricoli: sono alcuni dei chiarimenti fiscali forniti dal dipartimento delle Finanze in merito al bonus in Legge di Stabilità 2018.

    Riguarda specificamente le imprese ma il decreto attuativo potrà prevedere criteri per ammettere anche enti non commerciali, come le università. Inoltre, si intende applicabile a tutti i settori, anche all’agricoltura e alle ditte individuali artigiane.

    «Con l’operatività del credito di imposta Formazione 4.0, l’approvazione oggi (ieri, ndr) in Cdm della governance del fondo per il capitale immateriale e la selezione definitiva dei competence center che si concluderà a giorni, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa», ha dichiarato il ministro dello sviluppo economico Calenda.

    Con il regolamento approvato dall’esecutivo, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, oltre a essere individuato l’organismo competente alla gestione delle risorse, viene definito l’assetto organizzativo che consenta l’uso delle risorse del Fondo, «al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero», spiega la nota di Palazzo Chigi.

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